Istituto Comprensivo di Galbiate

PROGETTO Me.Mo – Memorie in movimento

È arrivato il turno della Terza C di recarsi presso il centro diurno Le querce di Mamre per partecipare alle attività del progetto Me.Mo – Memorie in movimento, e visitare la mostra. Non si tratta di qualcosa di completamente sconosciuto: alcune ragazze della classe hanno già incontrato due responsabili del progetto, Micaela e Roberta, al convegno cui hanno partecipato presso la sala Don Ticozzi di Lecco in occasione della inaugurazione ufficiale del progetto. In quella circostanza sono già venute a contatto con il tema della legalità ascoltando tra l’altro le testimonianze degli anziani genitori di Antonino Agostino, un poliziotto ucciso a Palermo mentre stava conducendo delle indagini sulla mafia locale; vicenda che poi le ragazze hanno raccontato ai compagni di classe la mattina seguente. Osservando la lunga barba del signor Vincenzo, che l’anziano padre ha giurato di non tagliare in segno di protesta contro l’ancor lontano accertamento della verità dei fatti, hanno già preso coscienza delle difficoltà che comporta la lotta contro la mafia.

Arrivati presso il Centro, un tempo adibito ad abitazione e bunker della famiglia mafiosa dei Coco-Trovato, il primo impatto è con l’albero che è ormai diventato il simbolo del progetto: qui i ragazzi scoprono che alcune delle parole presenti nella sua chioma sono tra quelle scelte dai docenti come parole – chiave attorno a cui preparare il loro percorso d’esame. All’interno hanno inizio le attività con la visione di filmati e il coinvolgimento diretto dei ragazzi nella rielaborazione di ciascuno di essi.

A metà mattinata è previsto l’incontro con gli anziani ospiti della casa per un momento di merenda insieme.  È una parentesi divertente per i ragazzi che sono accolti in particolare dalle battute di un arzillo novantenne, il sig. Osvaldo, che trova il modo di impartire una breve lezione di lingua dialettale al “balusett” Matteo. I ragazzi sarebbero anche pronti a intonare una canzone insieme ai nonni, ma il tempo stringe e si procede con la seconda parte dell’attività. Nel vecchio bunker, ora trasformato in un’assolata palestra per gli anziani ospiti, i ragazzi, attraverso dei totem multimediali, ascoltano storie del passato e del presente con le quali hanno la possibilità di interagire.

Al termine una foto di gruppo e via, si ritorna a scuola, ma con la sensazione che l’avvicinamento ai temi della legalità, della memoria e dell’incontro tra generazioni si sia positivamente compiuto.

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